Nuovi Codici CER 2015: PERICOLOSI O NON PERICOLOSI?

Con la presente vi ricordiamo che in data 18 febbraio è entrato ufficialmente in vigore il Decreto-Legge 91 del 24/06/2014, convertito in legge, con modificazioni, dalla Legge 116 dell’11/08/2014. (G.U. n. 192 del 20/08/2014, S.O. n. 72).

Il Decreto, all’art. 13 comma 5 lett. b-bis), introduce una nuova Premessa all’Allegato D della parte IV del D.Lgs. 152/06. L’Allegato D è l’elenco dei codici CER da attribuire ai rifiuti speciali. La nuova premessa è particolarmente significativa, in quanto detta le regole generali per l’attribuzione del codice al rifiuto da parte del Produttore.

Il produttore deve classificare il rifiuto e attribuire il codice CER
prima che il rifiuto sia allontanato dal luogo di produzione, sulla base delle seguenti indicazioni:

• Se un rifiuto è classificato con codice CER pericoloso "assoluto", (ad esempio il codice 200121 “tubi fluorescenti o altri rifiuti contenenti mercurio”) esso è pericoloso senza alcuna ulteriore specificazione. Le proprietà di pericolo del rifiuto, definite da H1 ad H15, devono essere determinate al fine di procedere alla sua gestione;
• Se un rifiuto è classificato con codice CER non pericoloso "assoluto" (ad esempio 200101 “carta e cartone”), esso è non pericoloso senza ulteriore specificazione;
• Se un rifiuto è classificato con codici CER speculari (uno pericoloso e uno non pericoloso, ad esempio 160213 “apparecchiature elettroniche fuori uso contenenti componenti pericolosi” e 160214 “apparecchiature elettroniche fuori uso diverse da quelle di cui alle voci 160211 e 160213” ), per stabilire se lo stesso è pericoloso o non pericoloso, vanno determinate le proprietà di pericolo che lo stesso possiede. A tal fine è necessario seguire i seguenti criteri:
1. individuare i composti presenti nel rifiuto (attraverso scheda informativa del produttore, conoscenza del processo chimico, campionamento e analisi);
2. determinare i pericoli connessi (attraverso la normativa europea sull’etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi, fonti informative e scheda di sicurezza dei prodotti);
3. stabilire se le concentrazioni dei composti comportino che il rifiuto presenti delle caratteristiche di pericolo (mediante comparazione delle concentrazioni rilevate all'analisi chimica con il limite soglia per le frasi di rischio specifiche dei componenti, ovvero effettuazione di test per verificare se il rifiuto ha determinate caratteristiche di pericolo).
Se i componenti di un rifiuto sono rilevati dalle analisi chimiche solo in modo generico, per individuare le caratteristiche di pericolo del rifiuto devono essere presi come riferimento i "composti peggiori", in applicazione del principio di precauzione (questo approccio potrebbe rendere classificabili come pericolosi molti rifiuti che in realtà ad oggi non lo sono).

Quando le sostanze presenti in un rifiuto non sono note o non sono determinate in base alle modalità stabilite dalle disposizioni precedenti, ovvero le caratteristiche di pericolo non possono essere determinate, il rifiuto si classifica come pericoloso.

In sintesi, dunque, alla luce delle nuove disposizioni, i Produttori di rifiuto devono aggiornare le analisi di caratterizzazione e provvedere, nei casi dubbi, a una nuova classificazione dei rifiuti.

Ricordiamo che dalla pericolosità o meno dei rifiuti prodotti scaturiscono, per il Produttore, il Trasportatore e l’Impianto di trattamento, obblighi specifici, quali, ad esempio, l’adeguamento delle autorizzazioni, l’iscrizione al SISTRI, la tenuta del registro di carico e scarico, la compilazione e presentazione del MUD.

Suggeriamo quindi di:
valutare nuovamente la classificazione dei propri rifiuti e della relativa pericolosità, anche in vista della nuova normativa europea (vedi seguito);
verificare la sussistenza o meno dell’obbligo di iscrizione al SISTRI nel caso in cui un rifiuto venga classificato ex novo come “pericoloso”;
aggiornare la gestione dei registri e formulari e verificare le autorizzazioni dei propri fornitori;
• riesaminare le modalità di gestione del proprio Deposito temporaneo, come previsto dall’art. 183 del D.Lgs. 152/2006.

Segnaliamo, infine, che il 1° giugno 2015 entreranno in vigore la Decisione UE 955/2014 e il Regolamento UE 1357/2014. Entrambi modificheranno ulteriormente l’elenco dei codici CER dei rifiuti e quello delle caratteristiche di pericolo (Allegato I alla Parte IV del D.Lgs. 152/06). Sarà nostra cura fornirvi ulteriori aggiornamenti.

Vedi anche:
- Calendario corsi per la Gestione dei Rifiuti
- Calendario corsi per l'operatività del sistema SISTRI