Il rischio rumore

Il rischio rumore

Il rischio rumore e gli obblighi del datore di lavoro

I l rischio rumore, è un rischio di tipo endogeno “e quindi caratterizzato da esposizione professionale (cioè derivante dall’uso di attrezzature di lavoro, in modo diretto, oppure quale fattore ambiente-correlato)” ma il nesso eziologico in caso di patologia “è spesso difficile da associare a determinati fattori lavorativi specifici, in quanto:

• Ha genesi multifattoriale e multiaziendale ;
• Può coesistere una esposizione extra-lavorativa”.

Si ricorda che il datore di lavoro nella valutazione dei rischideve tenere conto di molti fattori, i quali possono influenzare enormemente l’esito e le conseguenti misure di prevenzione e protezione”. Ad esempio:

• “Tempi di esposizione ;
Configurazione delle mansioni espletate (chi fa che cosa e come);
• Cambi di mansione (si riassocia la nuova classe di esposizione?);
• Alta variabilità delle lavorazioni (quale rischio?);
• L'uso dei DPI;.

Il datore di lavoro deve valutare:

rischi per la salute: “effetti diretti e danno cronico, effetti extra-uditivi;
rischi per la sicurezza: effetti diretti e danno acuto, comprensibilità dei segnali di sicurezza”;
aspetti organizzativi: aspetti che influenzano i rischi «cronici» e «acuti» (“variabilità dei tempi di esposizione, cambi di mansione, scelta DPI-u senza valutazione, acquisto attrezzature e ricollocazione e/o spostamento in reparto, variabilità dei tempi di indosso DPI-u, ecc.”).
 
Il datore di lavoro nella valutazione dovrà coinvolgere, oltre a se stesso, anche:

• “IlRSPP (conoscenza normo-tecnica);
Dirigenti (conoscenza gestionale);
Preposti (conoscenza operativa);
Medico Competente (conoscenza sanitaria e medico-legale);
• Il’RLS (conoscenza trasversale)”. 
Chiaramente l’insieme di tutte le conoscenze sarà “indispensabile per una corretta valutazione dei rischi”.
 
La normativa e la sorveglianza sanitaria

Si indica che la sorveglianza sanitaria “è effettuata dal medico competente nelle modalità e nei casi previsti sulla base dei risultati della valutazione del rischio che gli sono trasmessi dal DDL per il tramite del SPP” (Servizio di Prevenzione e Protezione).
E “nel caso in cui la sorveglianza sanitaria riveli alterazione apprezzabile dello stato di salute correlata ai rischi lavorativi il medico competente ne informa il lavoratore e, nel rispetto del segreto professionale, il datore di lavoro, che provvede a:

sottoporre a revisione la valutazione dei rischi;
sottoporre a revisione le misure predisposte per eliminare o ridurre i rischi;
tenere conto del parere del medico competente nell'attuazione delle misure necessarie per eliminare o ridurre il rischio”.

Si ricorda poi che il medico competente nella cartella “riporta i dati della sorveglianza sanitaria, ivi compresi i valori di esposizione individuali comunicati dal DDL per il tramite del SPP”.
 
La valutazione del rischio rumore

Come riportato nella normativa il datore di lavoro “valuta l'esposizione dei lavoratori al rumore durante il lavoro prendendo in considerazione in particolare:

il livello, il tipo e la durata dell’esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a rumore impulsivo (…sono elementi che dovranno essere considerati nella RTR). È noto infatti che, a parità di contenuto energetico medio, un rumore con componenti impulsive può costituire un’aggravante, in termini di rischio di danno uditivo, rispetto ad un rumore privo di tali componenti. La segnalazione di tale aggravante può risultare di estrema utilità per il medico competente ai fini della sorveglianza sanitaria” (e a sua volta il medico può comunicare al tecnico eventuali fastidi e picchi rilevati dai lavoratori);
“i valori limite di esposizione e i valori di azione;
tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rumore, con particolare riferimento alle donne in gravidanza e i minori;
• le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella letteratura scientifica”.
“tutti gli effetti indiretti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni fra rumore e segnali di avvertimento o altri suoni che vanno osservati al fine di ridurre il rischio di infortuni”.
• “le informazioni sull'emissione di rumore fornite dai costruttori dell'attrezzatura di lavoro in conformità alle vigenti disposizioni in materia;
• il prolungamento del periodo di esposizione al rumore oltre l'orario di lavoro normale, in locali di cui è responsabile;
• la disponibilità di dispositivi di protezione dell'udito con adeguate caratteristiche di attenuazione;
• per quanto possibile a livello tecnico, tutti gli effetti sulla salute e sicurezza dei lavoratori derivanti da interazioni fra rumore e sostanze ototossiche connesse con l'attività svolta e fra rumore e vibrazioni”.

Startrash srl è a Vostra disposizione per aiutarvi a valutare e mettere in atto tutti gli adempimenti a carico del Datore di Lavoro, minimizzando impegno e costi.

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