Gli Addetti all'Emergenza

Gli Addetti all'Emergenza

La gestione delle emergenze è uno dei temi fondamentali per un efficiente  sistema aziendale di prevenzione. L’articolo 43 del D.Lgs. 81/2008 riporta le disposizioni generali che il datore di lavoro deve rispettare per adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato (art. 18, comma 1, lettera t).
In particolare l’art. 43 individua “obblighi preventivi, che si indirizzano sia verso l’esterno, in quanto attinenti all’organizzazione dei rapporti con istituzioni e servizi pubblici competenti in materia di emergenze” che verso l’interno, “riguardando la pianificazione ed attuazione di procedure ed azioni idonee a garantire la sicurezza dell’ambiente di lavoro anche a fronte di eventi straordinari ed imprevisti”.
E particolare importanza assume la designazione preventiva dei lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza.
 
Si sottolinea (art. 43, comma 3) che tali lavoratori “non possono rifiutare la designazione: ne deriva la natura forzosa dell’incarico, con conseguente impossibilità di sottrarvisi se non per giustificati motivi. Tali potrebbero essere ragioni di salute debitamente comprovate, potendosi qui invocare anche l’art. 18, comma 1, lett. c, che impone al datore di lavoro, nell’affidare i compiti ai lavoratori, di tener conto delle loro capacità e condizioni in rapporto alla salute e sicurezza dei medesimi, o carenze nella formazione avuta”. Diversamente, il lavoratore che rifiuti ingiustificatamente, risulterà passibile di conseguenze disciplinari.
In ogni caso questi lavoratori “devono ricevere un’adeguata e specifica formazione, e nomina ufficiale controfirmata da entrambe le parti.
Inoltre tali lavoratori devono essere in numero sufficiente e disporre di attrezzature adeguate, tenendo conto delle dimensioni e dei rischi specifici dell’azienda o dell’unità produttiva. 
 
Il legislatore si è soffermato anche sull’organizzazione del primo soccorso.
 
Riguardo al primo soccorso non si registrano eclatanti novità tra il D.Lgs. 81/2008 e il D.Lgs. 626/1994, al di là della diversa denominazione («primo», anziché «pronto») che “maggiormente in linea con il concetto di first aid proprio delle direttive comunitarie, fa leva più sulla parzialità dell’intervento che non sulla tempestività del medesimo, oltre ad eliminare ogni ambiguo richiamo al soccorso sanitario qualificato riconducibile al Servizio di urgenza ed emergenza medica ”.
 
Il datore di lavoro, con riferimento alla natura della attività e alle dimensioni dell’azienda o della unità produttiva, sentito il medico competente ove nominato, prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati (art. 45, comma 1). In particolare l’identificazione delle caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, i requisiti del personale addetto, la sua formazione e nomina, individuati in relazione alla natura dell’attività, al numero dei lavoratori occupati ed ai fattori di rischio, è rimessa al D.M. 15 luglio 2003, n. 388, “Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale, in attuazione dell'articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modifiche”.

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