Amianto, condannati ex dirigenti Pirelli

Dopo la lettura della sentenza emessa dal giudice della sesta sezione penale del Tribunale di Milano, alcuni parenti delle vittime hanno esultato in aula. Membri di Medicina Democratica e dell'Associazione italiana esposti amianto, parti civili nel processo, hanno esposto striscioni. "Abbiamo dimostrato che uniti si vince - hanno spiegato - questa volta siamo riusciti a far condannare il padrone".

Nelle scorse udienze il pm di Milano aveva chiesto la condanna a pene fino a 8 anni di reclusione per 8 ex dirigenti e l'assoluzione per altri 3 ex manager Pirelli imputati. I difensori, invece, avevano chiesto l'assoluzione di tutti gli ex dirigenti. Ad oggi sono stati condannati per omicidio colposo, undici ex dirigenti Pirelli accusati (7 anni e 8 mesi, la pena più consistente) facenti parte del consiglio di amministrazione dell'azienda tra gli anni '70 e gli anni '80.

Gli operai, che si sono poi ammalati di forme tumorali gravi o sono morti per mesotelioma pleurico, secondo l'accusa lavoravano dentro gli stabilimenti milanesi senza alcun sistema di protezione. Hanno subito dunque, secondo l'impianto accusatorio del pm, esposizioni "massicce e ripetute" all'amianto che negli anni successivi hanno causato le malattie e le morti. Per alcuni imputati il giudice della sesta sezione penale del Tribunale di Milano, oggi ha disposto l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.

"Siamo estremamente soddisfatti, finalmente il Tribunale di Milano ha riconosciuto che morire sul lavoro è un reato"
, ha spiegato l'avvocato L.M., legale dell'Associazione italiana esposti amianto e di Medicina democratica, parti civili nel processo. "Questa sentenza è in linea con le recenti pronunce della Corte di Cassazione - ha sottolineato - e dimostra che l'impianto accusatorio ha retto".

Nelle scorse settimane altri processi a Milano con al centro morti di operai provocate dall'esposizione all'amianto, che avevano coinvolto ex dirigenti della centrale Enel di Turbigo e della Franco Tosi di Legnano, si erano invece conclusi con l'assoluzione di tutti gli imputati.

Il Tribunale di Milano ha condannato gli undici ex manager Pirelli e il responsabile civile Pirelli Tyre Spa al pagamento di una provvisionale complessiva da 520 mila mila euro per le parti civili e al risarcimento dei danni da quantificare in sede civile. In particolare è stata disposta una provvisionale da 200 mila euro per la moglie e la figlia di un operaio morto per forme tumorali provocate, secondo l'accusa, dall'esposizione all'amianto, 300 mila euro per l'Inail e 20 mila euro per Medicina Democratica e l'Associazione italiana esposti amianto. La maggior parte dei parenti delle vittime avevano già ricevuto un risarcimento fuori dibattimento e si erano ritirati dal processo.

Fonte: Associazione Ambiente Lavoro